San Carlo alle Quattro Fontane

  • On 14 aprile 2017 ·
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Nella chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane Borromini conciliò tre differenti tipi di struttura: la zona piú bassa ondulata, la cui origine si trova in piante tardoantiche come il salone a cupola della piazza d’oro nella Villa Adriana presso Tivoli; la zona intermedia dei pennacchi che deriva dalla pianta a croce greca; e la cupola ovale che, secondo la tradizione, dovrebbe ergersi su una pianta della stessa forma. Oggidí è difficile valutare in pieno l’audacia e la libertà nel maneggiare tre strutture genericamente diverse in modo tale che esse appaiano fuse in un insieme infinitamente suggestivo.

Il carattere straordinario della creazione del Borromini fu riconosciuto immediatamente. Quando la chiesa fu terminata il procuratore generale scrisse che l’edificio era «cosí raro al parer di tutti, che pare che non si trova altra simile nello artificioso et capriccioso, raro, et estraordinario in tutto il mondo. Questo testimoniano le diverse nationi, che continuamente come arrivano a Roma solicitano haver il suo disegno: spesse volte siamo solicitati per questo effetto di Alemanni, Fiamenchi, Francesi, Italiani, Spagnoli, et anco li Indiani…» Il rap- porto contiene pure un’abile descrizione dell’edificio: «Dappertutto – esso dice – è sistemato in modo che una parte integra l’altra e lo spettatore è stimolato a lasciar correre l’occhio incessantemente».

Rudolf Wittkower